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Trino
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mwhaTrino (mwhqTrin in mwhgpiemontese, talvolta anche mwhwTrino Vercellese) è un mwiacomune italiano di 7.221mwiq abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1]cite-ref-4[4] della mwkgprovincia di Vercelli in mwkwPiemonte. Sorge circa 17mwla chilometri a sud-ovest del mwlqcapoluogo, poco discosto dalla riva sinistra del mwlgPo ed ai piedi delle colline del mwlwMonferrato.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musei
• Economia
• Note
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Geografia fisica
È il terzo comune della provincia per estensione territoriale (il sesto per popolazione), dopo mwmwVercelli e mwnaAlagna Valsesia.
A Trino venne introdotta per la prima volta, attorno al mwngXV secolo, la mwnwcoltivazione del riso che a tutt'oggi riveste un ruolo fondamentale nell'economia di tutta la regione.
Il vasto territorio ospita il mwoqParco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, raro esempio italiano di mwogbosco planiziale e unico residuo di come la mwowPianura Padana si presentasse prima della trasformazione operata nei secoli a fini agricoli.
Origini del nome
Il nome ufficiale del comune è mwpgTrino e non Trino Vercellese, ma il nome esteso con l'aggettivo Vercellese è comunemente usato nel linguaggio parlato (e anche scritto). Si noti che l'aggettivo "Vercellese" è presente anche sull'orario ufficiale e sulla denominazione della mwpwstazione delle Ferrovie dello Stato (anche se sul mwqafabbricato viaggiatori compare solo la scritta TRINO), sull'ingresso dell'ufficio postale del comune medesimo, in alcuni cartelli stradali nelle vicinanze e in molti altri documenti ufficiali e non.
Storia
Il primo insediamento è di probabile origine mwqwceltica. Il mwratoponimo originario, "Rigomagus", significa infatti "mercato del re" in tale lingua. Dal mwrqII secolo a.C. Rigomagus fu sede di una mwrgmwrwmansio romana (una mwsastazione di posta, citata nell'mwsqItinerarium Burdigalense) di una certa importanza, strategicamente posizionata in prossimità del mwsgguado sul fiume Po, ed all'incrocio tra le vie militari che univano la Civitas Taurini (mwswTorino) con Ticinum (mwtaPavia) ed in seguito Augusta Praetoria (mwtqAosta) con la Civitas Asta (mwtgAsti). È stata sotto la signoria della ricca e nobile famiglia milanese dei mwtwMoriggia.
Nei secoli passati, la città fu più volte al centro di importanti manovre militari e politiche; nel mwuqXVII secolo fu anche elevata a Provincia sotto i mwugSavoia.
Trino venne elevata al rango di città da mwvaCarlo Emanuele III di Savoia con lettere patenti datate 7 gennaio 1763. Lo stesso sovrano concesse la città di Trino in appannaggio (e dunque non in feudo) al proprio secondogenito mwvqBenedetto di Savoia, duca del Chiablese, con il titolo di principe, mediante lettere patenti datate 8 febbraio 1763.cite-ref-5[5]
Nel corso della mwwwseconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, Trino fu uno dei comuni del Piemonte adibiti a località di mwxainternamento libero per mwxwebrei stranieri. Vi soggiornò a regime di mwyadomicilio coatto una coppia di origine tedesca, i Blumberg, che era giunti come profughi a Genova nel 1933.cite-ref-6[6] Con l'occupazione tedesca e la mwzqRepubblica Sociale Italiana, la coppia lasciò il paese, dirigendosi verso il meridione. La ritroviamo nell'ottobre 1944 a Bari nell'Italia ormai liberata.
La città fu colpita duramente dall'mwzwalluvione del 1994, e più ancora da mwaaquella del 2000.
Simboli
«Di rosso,
mantellato
d'argento, a tre torri, disposte due, una,
dell'uno nell'altro
.»
Nello stemma antico erano raffigurati tre castelli di due torri merlate alla guelfa; le tre torri o castelli si riferiscono all'interpretazione del nome Trino come mwdqTrina castra ("Tre castelli"). Il rosso e l'argento sono i colori del Monferrato. Nel 2018 il Comune ha presentato una nuova versione del proprio emblema civico per renderlo più funzionale alle esigenze moderne e uniformarne l’utilizzo.cite-ref-9[9]
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di San Michele in Insula
Chiesa mwfwromanica che si erge fuori dall'abitato di Trino, in un sito che ancora mantiene l'antica denominazione di mwgaInsula in quanto era circondato da due rami del mwgqPo; conserva all'interno di affreschi del mwggXII secolo.
Convento delle Terzine Domenicane di Trino
Il mwhgConvento delle Terzine Domenicane di Trino, oggi sede europea della Universal Christian Church, rappresenta un raro esempio di continuità tra patrimonio storico e visione spirituale contemporanea. Fondato nel XIV secolo e articolato su oltre 7.000 metri quadrati, il complesso conserva due chiostri e chiese di grande valore artistico, tra cui quella dedicata a Santa Caterina d’Alessandria.
Chiesa di San Bartolomeo
La chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo, patrono della città, venne ricostruita integralmente negli anni mwig1634-mwiw1642; la facciata, in stile classicheggiante, è il risultato dei rifacimenti intervenuti nel mwja1839. Tra le opere conservate al suo interno si segnalano una tavola di mwjqGerolamo Giovenone, una tela di mwjgPier Francesco Guala e gli affreschi al soffitto nella navata centrale di mwjwLuigi Morgari.
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
È nota anche come chiesa di San Domenico. La chiesa, a tre mwkwnavate, in stile mwlagotico faceva parte del complesso del convento dei frati mwlqdomenicani (che oggi ospita la biblioteca civica e l'archivio storico comunale Vi sono venerate reliquie della mwlgBeata Maddalena Panattieri.
Chiesa di San Lorenzo
La chiesa, edificata nel XVIII secolo, in stile mwmqbarocco, presenta una bella facciata in cotto. All'interno, dietro all'altare, è posta una pregevole tela di mwmgPier Francesco Guala. La seconda cappella a destra contiene la tomba della mwmwBeata Arcangela Girlani nata a Trino nel mwna1460.
Abbazia di Santa Maria di Lucedio
È un grande complesso abbaziale fondata nel primo quarto del mwoaXII secolo, presumibilmente nel 1123 ad opera di alcuni monaci mwoqcistercensi provenienti dal monastero di mwogLa Ferté a mwowChalon-sur-Saône, in mwpaBorgogna, su terreni da bonificare donati loro dal marchese mwpqRanieri I del Monferrato della dinastia degli mwpgAleramici.cite-ref-10[10]
Chiesa del Santissimo Nome di Maria detta Madonna delle Vigne
Sulla collina tra Lucedio e Montarolo, frazioni del comune di Trino, sorge la chiesa del Santissimo Nome di Maria detta Madonna delle Vigne, la chiesa sorge su un lucus paleocristiano, il primo corpo della chiesa risale alla prima metà del XVII secolo, è infatti visibile nella cartografia dell'epoca in dimensioni molto ridotte rispetto a quanto vediamo oggi, sarà l'abate di Lucedio mwrqVincenzo Grimani, a predisporne l'ampliamento nella parte ottagonale, a cura di mwrgAntonio Bertola prima e mwrwGiovanni Battista Scapitta poi; della parte antica oggi rimane solo il coro ed i lavori terminano postumi all'abate, nel 1707 infatti, i Savoia entrano in possesso dei possedimenti di Lucedio e solo il 21 luglio del mwsa1713, la chiesa può essere benedetta dal parroco di Trino, Girolamo Risico, nella sua nuova livrea. Conteneva al suo interno una statua lignea di Madonna con bambino eseguita da mwsqCarlo Giuseppe Plura. Dagli anni settanta del mwsg900 grava in stato di pesante degrado ed abbandono.cite-ref-11[11]
Cimitero di Darola
Riguardo al cimitero sono fiorite numerose leggende, che riferivano di culti satanici praticati nel mwwg1684 da alcune mwwwnoviziecite-ref-13[13], e in seguito da alcuni monaci della vicina abbazia di Lucediocite-ref-14[14]. Altri mwzasabba si dice fossero celebrati nella vecchia chiesa della Madonna delle Vigne, in cui è presente un dipinto raffigurante un mwzqorgano a canne e uno mwzgspartito, denominato "spartito del mwzwdiavolo"cite-ref-15[15], che, se suonato al contrario, evocherebbe il diavolo, mentre suonato in senso normale lo intrappolerebbe. L'11 maggio mw1a2010 è andato in onda un servizio su questo caso all'interno del programma mw1qmw1gMistero, con un sopralluogo di mw1wMarco Berry. Le leggende sono però ridimensionate o smentite da studiosi locali, come lo speleologo Luigi Bavagnoli.cite-ref-16[16]
Arco della teleferica Cementi Buzzi
L’Arco di Trino è un'infrastruttura ad mw4aarco parabolico che permetteva alla mw4qteleferica di superare in sicurezza la strada statale mw4gCasale mw4wChivasso durante il trasporto della mw5amarna da mw5qcemento dalle mw5gminiere di Brusaschetto nel Comune di mw5wCamino alla cementeria Fratelli mw6aBuzzi di Trino. Venne edificato tra il 1946 e il 1947 durante le opere di rinnovamento di una precedente teleferica progettata nel 1930. In seguito all’abbattimento del ponte Trino-Camino sul mw6qfiume Po, avvenuto nel 1944 durante un bombardamento aereo della mw6gII Guerra Mondiale, e alla conseguente interruzione delle vie di comunicazione per le forniture di materie prime provenienti dalle miniere di Camino, la teleferica venne riattivata e nel 1946-47 potenziata costruendo nuove infrastrutture in mw6wcalcestruzzo armato, fra cui il ponte protettore ad arco parabolico. L’impianto ha cessato di funzionare agli inizi degli anni '50.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]
Nel 2007 è stato oggetto di un intervento di recupero conservativo da parte del gruppo Buzzi Unicem (oggi Buzzi Spa).
Aree naturali
Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino
Il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino è un'mw-qarea naturale protetta del mw-gPiemonte istituita nel mw-w1991 situata a nord ovest del centro abitato di Trino.
Aree protette del Po Piemontese
La zona del territorio trinese a sud del centro abitato è interessata dall'Ente di gestione delle Aree Protette del Po piemontese, nato nel 2021 dall'unione del mw-wParco del Po Torinese, del mwaqaParco del Po Vercellese Alessandrino e di parte del territorio del Parco del Po Cuneese.cite-ref-19[19]
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Musei
La comunità giudaica di Trino
Trino è stata sede, dal XVI secolo fino agli anni precedenti la seconda guerra mondiale, di una piccola ma fiorente comunità giudaica. A testimonianza della presenza ebraica rimangono l'edificio del mwarwghetto in corso Italia (dove sorgeva la mwar0sinagoga) e un piccolo cimitero in via Battisti.cite-ref-23[23]
Economia
Agricoltura
Fino alla prima metà del XX secolo fu significativa anche la mwasscoltivazione di cereali. Nel 1875 nel territorio risultavano 7 mwaswmulini: quattro a Trino, uno a Robella, uno a Lucedio e uno a Leri.cite-ref-0-25-0[25]
Industria
Calce e laterizi
Nel corso del XIX sec. nel territorio trinese si insediarono attività industriali per la produzione della mwatqcalce e dei mwatulaterizi. Nel 1875 erano segnalate la fornace Osenga e due fornaci dei Fratelli Tricerri, di cui un mwatyforno Hoffmann impiantato nel 1867 in una zona fuori del centro abitato che cuoceva a carbone ottocentomila laterizi all'anno.cite-ref-0-25-1[25]
Nel 1912 le statistiche riguardanti le capacità produttive del comparto dei leganti del Monferrato casalese indicavano per Trino la ditta Società Anonima Cementi Po, dotata di tre forni verticali da calce e otto da cemento, la Ditta Aluffi, Tricerri e C. dotata di un forno verticale da calce e da uno sistema Hoffmann da calce e da laterizi, e la ditta Fratelli Buzzi operante nel settore del cemento con quattro forni verticali.cite-ref-26[26]
Nel secondo dopoguerra proseguì la produzione di laterizi. Negli anni '70 risultavano ancora la fornace Piglione e la fornace Arena.cite-ref-27[27]
Cemento
L'attività ebbe inizio nel 1907 quando i fratelli mwavmPietro ed mwavqAntonio Buzzi attivarono la loro prima cementeria sita in Regione Mezzaboffa di fronte alla stazione della ferrovia Casale – Chivasso. Nello stesso anno accanto alla Fratelli Buzzi si insediò anche la cementeria della Società Anonima Cementi Po. Nel 1934 quest’ultima, dopo alcuni anni di inattività, fu acquistata dall'imprenditore trinese Carlo Piazza e cambiò denominazione in ‘Forni Calce e Cementi del Monferrato Victoria’. La marna da cemento utilizzata nelle due fabbriche di Trino per la produzione di cemento naturale veniva estratta nelle miniere site nelle località Brusaschetto e Zizzano del vicino Comune di Camino e giungeva agli stabilimenti a mezzo di una ferrovia industriale e di una teleferica transitanti sul fiume Po.
Nel secondo dopoguerra la Fratelli Buzzi e la Cementi Victoria adeguarono i propri stabilimenti alla fabbricazione di mwavycemento Portland cosiddetto artificiale o di sintesi, di migliore qualità e con ciclo produttivo più economico rispetto la produzione del cemento naturale. Le miniere di marna furono gradualmente dismesse e sostituite da forniture di materie prime, mwavcargille e mwavgcalcari, reperite a cielo aperto in altre località del mwavkMonferrato.cite-ref-30[30]
Tra il 1968 e il 1976 la Fratelli Buzzi attuò un piano di riconversione della cementeria di Trino mirato a dotarla di due linee di cottura per la produzione di mwav8argilla espansa strutturale, e nel 1978 la cottura del mwawaclinker venne definitivamente fermata, in favore della sola macinazione di cemento con materie prime provenienti via ferrovia dal nuovo stabilimento di mwaweRobilante (CN) inaugurato nel 1965.
Attualmente, Buzzi Unicem Srl (gruppo Buzzi Spa) mantiene presso la cementeria di Trino la sola macinazione del clinker proveniente da Robilante per la produzione di cemento, che viene venduto sia sfuso sia in sacchi.cite-ref-storia-buzzi-spa-28-1[28]
La Cementi Victoria ha invece interrotto la produzione di cemento nel 2013.
Energia elettrica
In territorio trinese sorgono due impianti per la produzione di energia elettrica, attualmente non funzionanti.
La mwaxacentrale nucleare Enrico Fermi, costruita negli anni sessanta si trova sulla sponda sinistra del Po e fu per lunghi anni una delle più avanzate del suo genere al mondo, tanto da annoverare alcuni mwaxerecord mondiali. L'impianto fu fermato a seguito dei mwaxireferendum abrogativi in Italia del 1987 ed è rientrato nel piano per lo mwaxmsmantellamento degli impianti nucleari.
La mwaxucentrale termoelettrica Galileo Ferraris fu inaugurata nel 1998 e si trova presso la frazione mwaxyLeri Cavour. È stata fermata nel mwaxc2009 e chiusa completamente alla fine del 2013.cite-ref-31[31] Era composta da quattro turbine alimentate a gas metano e due turbine a vapore, ed erogava una potenza complessiva di circa 700mwaxw MW.
Dal 2008, a breve distanza dalla centrale Ferraris, ma situata nel territorio comunale di mwax4Livorno Ferraris, è attivo un terzo impianto di produzione di energia elettrica a mwax8ciclo combinato, di proprietà del gruppo tedesco mwayaE.ON. Nel 2015 l'impianto è stato rilevato dal gruppo ceco mwayeEPH che esercita l'attività attraverso la controllata EP Produzione, società italiana di generazione elettrica.cite-ref-32[32]
Nel territorio comunale opera anche la mwayccentrale idroelettica San Martino funzionata dall'mwaygAssociazione di Irrigazione Ovest Sesia. Trae origine da un precedente mwaykimpianto di sollevamento costruito nel 1873 da un apposito consorzio su impulso dei Signori Jona e Fratelli Tricerri e sotto la direzione dell'Ing. Domenico Dusnasi. Nella sponda sinistra del Canale di Rive ed in fregio al salto denominato “Della Guardia” in località San Martino, venne realizzato un impianto di sollevamento che, sfruttando un salto di circa 5 m, produceva la forza motrice per il pompaggio dell’acqua prelevata dal canale e destinata all’irrigazione dei terreni ubicati a nord dell’impianto collocati sull’Altopiano di San Martino ad una quota di circa 7.5 m più alta rispetto al livello idrico massimo del canale medesimo. L'acquedotto di circa 300 metri di lunghezza fu edificato in 20 arcate.cite-ref-0-25-2[25] L’impianto ha funzionato fino al 1995, previa sostituzione dei gruppi di produzione e delle pompe. Valutata l’obsolescenza delle apparecchiature, il Distretto Irriguo di Trino ha abbandonato l’utilizzo del salto per produrre forza motrice acquistando l’energia necessaria al funzionamento delle pompe. Divenuto quindi il sollevamento irriguo indipendente dal salto idraulico, quest’ultimo è stato utilizzato in modo più razionale e redditizio per la produzione di energia idroelettrica. La nuova centrale, operativa dal 2004, presenta un salto medio di 4,5 metri e utilizza una mway4turbina Kaplan ad asse inclinato.cite-ref-33[33]
Infrastrutture e trasporti
La mwazustazione di Trino Vercellese, posta lungo la mwazyferrovia Chivasso-Alessandria, è servita da treni regionali svolti da mwazcTrenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwazgRegione Piemonte.
Fra il mwazo1878 e il mwazs1949 Trino rappresentò il capolinea meridionale della mwazwtranvia Vercelli-Trinocite-ref-34[34].
Il comune è servito, inoltre, dalle linee extraurbane 59, 60, 95 di mwaaiAtap e Autoticino.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1948 | Luigi Tricerri | PCI | Sindaco | |
| 1948 | 1951 | Eusebio Mandosino | PCI | Sindaco | |
| 1951 | 1956 | Ignazio Tavano | DC | Sindaco | |
| 1956 | 1961 | Piero Massini | DC | Sindaco | |
| aprile 1961 | luglio 1961 | Sergio Ronco | PSI | Sindaco | |
| 1961 | 1965 | Mario Lavazza | DC | Sindaco | |
| 1965 | 1969 | Luigi Pezzana | PSI | Sindaco | Mandato cessato per decesso |
| 1969 | 1970 | Carlo Isacco | PSI | Sindaco | |
| 1970 | 1975 | Paolo Pilato | DC | Sindaco | |
| 1975 | 1981 | Mario Bianchi | PCI | Sindaco | |
| 1981 | 1986 | Adriano Demaria | PCI | Sindaco | |
| 1986 | 1998 | Giovanni Tricerri | PCI | Sindaco | 2 mandati |
| 1998 | 2002 | Alessandro Serra | PPI | Sindaco | |
| 2002 | 2009 | Giovanni Ravasenga | Casa delle Libertà | Sindaco | 2 mandati |
| 2009 | 2012 | Marco Felisati | PDL | Sindaco | |
| 2012 | 2013 | Raffaella Attianese | - | Comm. pref. | |
| 2013 | 2018 | Alessandro Portinaro | Trino 2020 | Sindaco | |
| 2018 | in carica | Daniele Pane | Trino Robella Migliore | Sindaco | 2 mandati |
Gemellaggi
• Chauvigny, dal 1961
• Geisenheim, dal 1974
• Banfora, dal 1999
Ogni anno avviene per una settimana lo scambio scolastico di alcuni alunni tra le mwacmscuole medie di Trino e di mwacqChauvigny. Nel primo anno arrivano gli studenti francesi e nel secondo gli alunni italiani vanno in mwacuFrancia.cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwagkmwagomwagsBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwagwdemo.istat.it, mwag0ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwahemwahimwahmClassificazione sismica (mwahqmwahuXLS), su mwahyrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwahomwahsmwahwTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwah0mwah4PDF), in mwah8citerefmwaiaLeggemwaie mwaii26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaimAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaiq 151. mwaiuURL consultato il 25 aprile 2012 mwaiy(archiviato dall'mwaicurl originale il 1º gennaio 2017).
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Bibliografia
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwa0gSito istituzionale del Comune di Trino, su comune.trino.vc.it.
• mwa0oParco Naturale Bosco della Partecipanza di Trino, su parks.it.
• mwa0wCosa vedere a Trino, su borghidelleviedacqua.it.